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PREMIO UFFICIALE CORPO IN DIALOGO
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Il premio istituito, mira alo sviluppo della giovane Critica italiana per quanto concerne la danza e la performance.
L'articolo che apre questa sezione è della giovane Andreea Elena Gabara dell'edizione 2024
Diamo spazio alla sua voce:
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Corpo Mobile 2024
e i corpi che abitano il Festival
Corpi giovani, corpi in movimento e in emersione, corpi che esplorano linguaggi nuovi, contaminati ed esplorativi: questo ciò che abbiamo visto all’interno della cornice del Corpo Mobile Festival 2024. Nato dalla mente di Davide Romeo, Corpo Mobile è un festival che vuole portare la danza contemporanea nella periferia e che vuole concedere ai giovani danzatori l’occasione per Emergere, come dice anche il titolo di quest’edizione. Proprio per portare avanti questi obiettivi, il Festival si tiene ogni anno a Roma, giungendo quest’anno alla sua settima edizione. In maniera concreta, ciò che Corpo Mobile, e la direzione artistica di Davide Romeo, offrono alla comunità di tutta Roma, e soprattutto a quella del Municipio VII, sono due weekend di danza in diverse sue forme.
Il tema di quest’anno, evocativo ed esplicativo di un problema generazionale, è stato Emersioni. “Che cosa significa emergere, soprattutto nella società contemporanea?”: questa la domanda da cui è nata quest’edizione del Festival e da cui sono nate tutte le sue sezioni. I corpi danzanti, come anticipato, sono stati poliedrici e hanno danzato in luoghi, e occasioni, diversi: ci sono stati corpi in formazione, grazie ai weekend di workshop con diversi giovani coreografi (Davide Romeo, Jeanne Garcia, Angelo Egarese e Susanna Maggio); ci sono stati anche corpi all’aperto che hanno preso parte a performance in site specific; corpi in scena, di cui hanno fatto parte i danzatori di compagnie italiane ed estere affermate nel panorama internazionale; corpi in dialogo che permettevano di sviluppare dialoghi e scambi con gli artisti. Infine, ultimi ma non ultimi, i corpi in emersione, ovvero i corpi della giovane danza d’autore contemporanea che sono stati selezionati tramite una call, sono stati valutati da una giuria e, soprattutto, si sono esibiti a stretto contatto con il pubblico a Teatrocittà, da sempre la “casa” del Corpo Mobile Festival. Teatrocittà quest’anno, però, non è stata l’unica casa del Festival: gli altri due luoghi che i danzatori, e gli spettatori, hanno vissuto sono stati l’anfiteatro di Villa Lais e il teatro di Villa Lazzaroni.
Questa la cornice di Corpo Mobile 2024: all’interno di questa cornice l’aria che si respirava, come Alessia Stracuzzi, vincitrice di quest’edizione del Festival, mi ha raccontato in un’intervista, era l’aria di una realtà quasi “utopica”. Con realtà “utopica” Alessia intende, e io sottoscrivo, una realtà fatta di condivisione, gentilezza, scambio continuo e voglia di scoprire le nuove sfaccettature che la danza contemporanea sta acquisendo. Una realtà, cioè, che non è facile trovare nella nostra società. La condivisione artistica risulta quasi naturale quando si ha un programma, come quello che abbiamo seguito durante il Festival, che non può che essere definito ricco ed eterogeneo: per esempio, la già citata Alessia Stracuzzi ha portato una performance, quasi comica, che viaggiava continuamente tra movimento corporeo e movimento facciale; Ana Van Tendeloo, che ha vinto il “Best dancer award” con la performance Atlas del coreografo Edoardo Deodati, invece, ci ha sorpreso con l’uso della sua voce; i Gipsy Raw, vincitori del premio “Miglior coreografo”, hanno poi fatto convivere in maniera spontanea l’hip-hop e il contorsionismo. Nonostante la ricchezza di nomi internazionali nel programma, Davide Romeo ha dato spazio e visibilità anche ai giovani artisti e coreografi italiani. Menziono, infatti, le creazioni “Cromia” di Chiara Buonomo, “Dissipate” di Alice Scasciafratti e “Shade of Shadow” di Giulia Pisano e Iris Morello. Le quattro ragazze sono, infatti, danzatrici di Formazione Continua, programma di formazione affiliato alla compagnia di Romeo, Uscite di Emergenza. Sono danzatrici, dunque, giovanissime che si sono distinte nella formazione per le loro capacità coreografiche e che, nonostante la loro giovane età, si sono anche distinte tra i corpi di emersione e sono state premiate dalla giuria. Per citare un riconoscimento su tutti, Chiara Buonomo è stata scelta come Giovane Coreografa per Formazione Continua 2024-2025, un riscontro importante per la giovane artista. Non è possibile, purtroppo, citare tutti gli artisti che hanno fatto parte quest’anno della realtà di Corpo Mobile, perché sono davvero numerosi ma ciascuno di loro si è distinto per la sua unicità, come anche il riscontro della giuria, che veniva dato alla fine delle serate, ha dimostrato.
Infine, non si possono non menzionare, e ringraziare per aver creato questo ambiente sicuro e piacevole, i ragazzi di Uscite di Emergenza. I danzatori della compagnia di Romeo, infatti, si sono trasformati nelle serate del Festival e si sono occupati di luci e musiche, sono diventati maschere di sala, hanno fotografato gli artisti e documentato sui social il Festival. Hanno svolto le più svariate attività finché l’ultima sera, il 5 maggio, non si sono mostrati nella loro “vera veste” e hanno lasciato gli spettatori a bocca aperta con la loro sincera e sensibile vulnerabilità. Physics of vulnerability ha, infatti, toccato le corde più sensibili degli spettatori grazie alla dicotomia delicatezza-forza che i danzatori hanno portato in scena con i loro corpi. Alessandra, Giacomo, Giorgia, Matteo, Rose e Valeria si sono messi a nudo, hanno indagato la loro umanità e hanno riscoperto il loro essere attraverso la vulnerabilità.
La realtà creata da Davide Romeo non si limita, però, a operare nei due weekend in cui si svolge Corpo Mobile: altri due appuntamenti di questi mesi sono, infatti, l’uscita del film “Trionfi” e la performance “Semix”, con la danzatrice Valeria Pelino. Questa realtà giovane, dunque, è tutta da scoprire e da tenere d’occhio, in attesa della prossima edizione, che sicuramente non ci deluderà, di Corpo Mobile Festival.
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Andreea Elena Gabara